Giacobbe Giusti, Apollo di Mantova

Giacobbe Giusti, Apollo di Mantova

Particolare del tipo “Apollo di Mantova” conservato al museo del Louvre. Copia romana in marmo del I-II secolo a.C., derivante da un originale greco del V secolo a.C. attribuito a Policleto.

L’Apollo di Mantova, con le sue varianti, è tra le prime forme di statuaria del tipo Apollo citaredo, in cui il dio solare raffigurato in piedi tiene la cetra nel suo braccio sinistro. Il primo esempio di questa tipologia di scultura greca è stato rinvenuto a Mantova e della città ha pertanto assunto anche il nome.

Questo Apollo è una copia imperiale romana datato tra la fine del I secolo e l’inizio del II, modello esemplare di Neoatticismo ispirato da un presunto originale in bronzo realizzato all’incirca verso la metà del V secolo a.C.; ha uno stile del tutto simile alle pere derivanti dalla scuola di Policleto, ma leggermente più arcaico. La cetra se ne stava appoggiata al braccio sinistro esteso in avanti.

Nell’esemplare conservato al museo del Louvre ed alto 1,13 m. rimane un frammento indicante la torsione fatta assumere dallo strumento musicale contro il muscolo bicipite brachiale del dio in posizione tesa.

L'”Apollo di Mantova”.

In seguito sono state trovate più di una dozzina di repliche dello stesso tipo e fattura, tra cui quelle principali sono conservate al museo archeologico nazionale di Napoli (un bronzo trovato a Pompei antica) e al museo archeologico nazionale di Mantova. L’originale andato perduto sarebbe stato, come detto, prodotto in bronzo; a volte è stato indicato in qualità di possibile autore il maestro di Fidia, Egia o Egesia, ma non esistono esempi superstiti del suo lavoro a poter fare da modello comparativo.

Un’altra copia in ottone di epoca romana si trova al Fogg Art Museum, la più antica struttura museale d’arte dell’università di Harvard.

Bibliografia

  • Congdon, Lenore O. Keene Congdon, 1963. “The Mantua Apollo of the Fogg Art Museum”, American Journal of Archaeology 67.1 (January 1963), pp. 7–13.

The Apollo of Mantua and its variants are early forms of the Apollo Citharoedus statue type, in which the god holds the cithara in his left arm. The type-piece, the first example discovered, is named for its location at Mantua; the type is represented by neo-Attic Imperial Roman copies of the late 1st or early 2nd century, modelled upon a supposed Greek bronze original made in the second quarter of the 5th century BCE, in a style similar to works of Polyclitus but more archaic. The Apollo held the cythara against his extended left arm, of which in the Louvre example (illustration) a fragment of one twisting scrolling horn upright remains against his biceps.

More than a dozen other replicas of the type have been found, the principal ones being those conserved in the national museums of Naples and of Mantua.

The lost original would have been bronze. The name of the teacher of Phidias, Hegias of Athens is sometimes invoked, but there are no surviving examples of Hegias’ work to judge from.

Examples include:

The Naples Apollo of Mantua, a bronze found at Pompeii, in the Museo Archeologico Nazionale, Naples (inv. 5630).
The Louvre Apollo of Mantua, formerly in the Bibliothèque Mazarine, entered the museum in 1871.
The Fogg Art Museum Apollo of Mantua, a Roman bronze[1] head of the Apollo of Mantua type, originally about one-third lifesize.

https://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_di_Mantova

http://www.giacobbegiusti.com

 

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