Giacobbe Giusti Author, Multi-media installation, Palazzo Bastogi, Florence, March 2015

Giacobbe Giusti Author, Multi-media installation, Palazzo Bastogi, Florence, March 2015

DSC_0456 - Copia
REGIONE TOSCANA
Consiglio Regionale
Palazzo Bastogi, Florence
Solo Exhibition ‘La Quarta Dimensione’ – Giacobbe Giusti
march 2015

La Quarta Dimensione

‘Digli che abbiamo
riprogrammato la realtà.
Digli che il linguaggio è un virus, la religione un sistema operativo
e le preghiere sono junk mail’
American Gods
Neil Gaiman

La Prossima Dimensione
E’ l’eterna tensione tra natura e cultura quella che si respira nei paesaggi disegnati dalle sculture di GIACOBBE GIUSTI. Paesaggi post-moderni e per certi versi post-umani o ULTRA-UMANI, do- ve forme di alluminio si stagliano come testimoni superstiti di un’umanità perduta, trasformata, ri-plasmata.
Rocce, alberi cristallizzati e fiori alieni diventano TOTEM in una realtà parallela (futura?) in cui possiamo ancora riconoscere l’eredità dell’uomo. L’effetto è ancor più perturbante dal permanere di un richiamo al quotidiano in quelli che al primo sguardo sembrano oggetti provenienti da un’altra dimensione. La scelta stessa del materiale utilizzato da Giacobbe Giusti contribuisce all’impatto emotivo. ALLUMINIO.
Come quello della carta stagnola in cui avvolgiamo gli alimenti o delle lattine di Coca-Cola. Ma an- che quello che viene largamente impiegato nell’industria aerospaziale, per esplorare altri mondi, altre pieghe dell’universo.
Duttilità, malleabilità, saldabilità: sono queste le principali doti dell’alluminio, caratteristiche che ben si adattano a indagare quella
“società liquida” fotografata da Zygmunt
Bauman, in cui è sempre più difficile trovare una superficie solida a cui affidare le nostre certezze. Una realtà duttile come l’alluminio, capace di fondere e cambiar forma in ogni momento.
Ma è un’altra proprietà dell’alluminio a conferire alle sculture di Giusti un’intrinseca enigmaticità: la leggerezza. Sono pietre, sono meteore, sono alberi dalle forme pesanti e tuttavia leggeri. Sono manifestazioni della violenza maestosa della natura, eppur tutta- via abbastanza leggere da risultare esposte ai colpi del destino, predisposte ad essere spazzate via dalla prossima onda mediatica.
E’ proprio nell’interazione con suoni, luci e proiezioni multimediali che le installazioni di Giacobbe Giusti raggiungono l’apice comunicativo: visi, format, spezzoni di programmi tv visti e riconoscibili si riflettono su forme familiari, ma sconosciute. Le sculture diventano specchi deformanti di una realtà deforme, soggetti immobili eppur partecipi e complici di questa realtà. Come noi. Come l’uomo, straniato in una giungla virtuale, proiettato in una Quarta Dimensione.
Francesca Puliti

http://www.giacobbegiusti.com

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